Conferma della Commissione Tributaria

In news•Luglio 30, 2025

La Commissione Tributaria ha confermato, anche in tale sede, ciò che abbiamo sostenuto dinanzi al Tribunale Penale: non tutte le sentenze di assoluzione, anche se passate in giudicato, assumono rilevanza nei processi tributari pendenti.
Ciò rappresenta il chiarimento di un principio di diritto già espresso dalla Corte di Cassazione con ordinanza n. 2797/2025 (la quale già aveva stabilito l’ambito di applicazione dell’art. 21 bis del D.lgs n. 74/2000).
In esito quindi del processo penale, a difesa di una società (a r.l.) accusata di avere avuto rapporti con altra società “cartiera”, si è ribadito che le sentenze di assoluzione “perché il fatto non sussiste e/o l’imputato non lo ha commesso” costituiscono sicuro documento probatorio in ambito tributario. Non quella, invece, “perché il fatto non costituisce reato”, non avendo quest’ultima un automatico effetto nell’ambito di una controversia fiscale.
Ormai appare sempre più chiaro come nel processo penale si applichino regole ferree (in ordine alla contestazione per reati fiscali). Mentre in materia tributaria possano essere utilizzate presunzioni semplici (non sufficienti in sede penale).